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Report Lucca Comics and Games 2024 – primo giorno

L’edizione 2024 di Lucca Comics and Games è stata ricca di novità ed eventi. Abbiamo visitato mostre, ammirato centinaia di cosplay, passeggiato per le affollate vie della città e soprattutto… provato tanti giochi! Di cui vi parliamo in questo e nei prossimi articoli 🙂

Il 31 ottobre è stato il nostro primo giorno di fiera e questi sono i giochi che abbiamo provato.

GDR 50° Dungeons and Dragons

In occasione del 50° di Dungeons & Dragons (iconico gioco di ruolo creato nel lontano 1974 da Gary Gygax e Dave Anderson), a Lucca Comics and Games è stato dedicato un sotterraneo lungo le mura agli autori in cui sono stati allestiti dei tavoli per veloci partite dimostrative di 30 minuti.

L'emblematico dado D20 gigante nel sotterraneo dedicato agli autori di Dungeons and Dragons

Giusto un assaggio per il primo e più famoso gioco di ruolo di tutti i tempi. Noi abbiamo dovuto affrontare un manipolo di pericolosi cultisti che stavano evocando una pericolosissima creatura infernale. Come è andata? Cultisti sterminati, e creatura rimandata indietro ai suoi oscuri luoghi di appartenenza!

Noi quattro con il master al termine della sesssione demo dimostrativa di Dungeons and Dragons

La casa delle Mannaie (3-7 giocatori, Oliphante)

Un gioco di carte dall’ambientazione poco “family friendly”, dato il tema horror della casa maledetta dove ci si prova a eliminare a colpi d’ascia.

Il gioco mostra 4 stanze della casa, in cui sono presenti monete da raccogliere (diverse in numero da turno a turno) e 2 oggetti: l’ “Antidoto” e la “Chiave”.

Ogni giocatore dispone di un set di 9 carte:

  • 4 carte raffigurano le stanze cui possiamo recarci per raccogliere monete oggetti (carte “Nasconditi”);
  • altre 4 rappresentano le stesse stanze, ma con il nostro personaggio armato di una pericolosa mannaia (carte “Mannaia”);
  • l’ultima carta è l’“Armadio”, che consente di riprendere in mano le carte giocate nei turni precedenti.

Ad ogni turno di gioco tutti i giocatori contemporaneamente giocano coperta una carta dalla loro mano. Dopodiché si scoprono e si risolvono gli effetti:

  • Se un giocatore gioca una carta “Nasconditi”, raccoglie tutte le monete e gli oggetti della stanza raffigurata a patto che sia l’unico ad aver giocato quel luogo.
  • Se un giocatore ha giocato una carta “Mannaia” in un luogo, infligge una ferita a tutti i giocatori che hanno giocato una carta “Nasconditi” nella stessa stanza, se ve ne sono: se non ve ne sono, infligge una ferita a se stesso. Con due ferite si è eliminati dal gioco.
  • Se ha giocato la carta “Armadio”, riprende in mano tutte le carte giocate fino a quel momento.
Partita in corso a "La Casa delle Mannaie"

Un giocatore vince se tutti gli altri sono stati eliminati, oppure se riesce a raccogliere i 2 oggetti, oppure se dopo 7 turni ha preso meno ferite e raccolto più monete di tutti.

Un gioco dove bisogna provare a prevedere quello che sceglieranno gli altri (del genere “Io penso che tu pensi…”, come li chiama la mamma), sulla falsariga di giochi tipo “Sneaks & Snitches” del 2010, che a sua volta traeva spunto da “Adel verpflichtet” (gioco che vinse il prestigioso Spiel des Jahres nel 1990). Con il pregio di realizzare tutto il gioco con un mazzo di 110 carte. L’abbiamo giocato in quattro, scegliendo volontariamente di lasciare visibili le carte luogo giocate dai giocatori nei turni precedenti per avere un minimo di strategia: ha vinto il papà, che con enorme dispiacere ha massacrato tutto la famiglia… roba che al confronto perfino Jack Torrance fa la figura del dilettante 😉

Lorenzo e Carlo alla fine della partita

Cyberion (1-2 giocatori, Oliphante)

In famiglia spesso giochiamo giochi anche da 2 o da 1 giocatore, nel primo caso dividendoci in 2 squadre, nel secondo partecipando e discutendo tutti insieme le scelte che il gioco ci propone. Per questo, quando allo stand Oliphante ci hanno proposto Cyberion, non abbiamo esitato a sederci al tavolo, dividendoci in 2 gruppi: Davide e la mamma da un lato, Lorenzo e il papà dall’altra.

La preparazione è molto rapida: si piazza al centro del tavolo una plancetta con 5 percorsi in 5 colori; si mescola un mazzo di carte “robot”, caratterizzate da uno dei 5 colori e da un valore numerico, da cui si scoprono e si mettono in fila 5 carte; si mescola infine il mazzo di carte Macchina e si scoprono 5 carte. Lo scopo del gioco è cercare di riparare le carte Macchina usando le carte Robot: ogni carta Macchina mostra infatti la combinazione di Robot e più in generale le “condizioni” che i robot devono soddisfare per essere riparata. Ad esempio: 2 Robot Blu; 3 robot di valore 1; 4 robot la cui somma sia al più 10; eccetera.

Partita in corso a "Cyberion"

Ad ogni turno di gioco bisogna usare i robot disponibili nella fila dei Robot per riparare almeno una carta macchina: se non ci si riesce, la partita è persa. Se invece ci si riesce, la carta macchina “riparata” viene messa coperta accanto ai giocatori e potrà essere usata in qualunque momento per avanzare su uno dei 5 tracciati della plancetta ottenendo così dei “poteri”. In ciascun tracciato, il primo avanzamento costa una carta macchina completata, il secondo 2, il terzo 3 e via crescendo: si dovrà quindi scegliere con attenzione su quale tracciato avanzare maggiormente.

Se si riescono a riparare tutte le macchine, è vittoria.

Le carte macchina sono di difficoltà crescente. D’altra parte, proseguendo nel gioco, sarà possibile usare i poteri ottenuti per realizzare le combinazioni più difficili: alcuni poteri consentono di ripescare Robot degli scarti, altri di mettere da parte alcuni robot “per usi futuri”, altri ancora di ampliare il parco robot del turno corrente, eccetera.

A noi come è andata? Abbiamo vinto, ma l’esito è stato incerto fino all’ultima carta, con un finale emozionante. Abbiamo giocato la versione base, ma nella scatola ci sono diversi componenti aggiuntive per ben 5 espansioni (come i BabyBots o i Gigantobots) che garantiscono variabilità e rigiocabilità. In definitiva, come prima impressione, il gioco ci ha davvero colpiti: è piaciuto molto, in particolare a Davide. Non appena riusciremo a procurarcene una copia e a provarlo più a fondo, giocando anche le diverse espansioni, ve ne parleremo sicuramente più in dettaglio.

Noi 4 vittoriosi alla fine della partita a "Cyberion"

Oh My Pigeons! (Ravensburger)

Party game da 2 a 5 giocatori in cui si cerca di collezionare… piccioni. Ogni giocatore dispone di una plancetta “panchina” davanti a sé, sui cui dovrà disporre 9 piccioni per vincere la partita.

Componenti del gioco "Oh my Pigeons!"

Al proprio turno si gioca una carta dalla propria mano di 3: le carte permettono di prendere piccioni dalla riserva comune e aggiungerli alla propria panchina, di rubare piccioni dalla panchina di uno o più giocatori, di scambiare la propria panchina con quella di un altro giocatore, eccetera. Alcune carte permettono di tirare un dado speciale, che, a seconda del risultato, vi potrà far prendere piccioni dalla riserva, rubarli ad altri, o lanciare a “schicchera” il dado stesso su una panchina avversaria eliminando i piccioni che cadono. Gameplay veloce, caotico e incontrollabile, divertente con il giusto gruppo.

Alien – Il Destino della Nostromo (Ravensburger)

Un altro gioco provato in questa edizione di Lucca Comics and Games è stato “Alien”. Un gioco cooperativo da 1 a 5 giocatori dove, nei panni degli iconici personaggi dell’omonima saga (su tutti il mitico comandante Ripley) cercheremo di sopravvivere nella nostra astronave, inseguiti dal pericoloso “Alien”.

Componenti e scatola di gioco "Alien"

Durante il gioco, avremo punti azione da spendere per muovere i nostri personaggi da un luogo all’altro dell’astronave, raccogliere rottami, usarli per costruire armi e oggetti, affrontare minacce, e naturalmente… scappare dall’Alien. Dopo ogni azione, però, toccherà all’Alien muoversi e attaccare, in base ad un mazzetto di carte “mostro”.

Tabellone di gioco con miniatura di "Alien" in primo piano

Dovremo soddisfare innanzitutto tutti gli obiettivi richiesti dal gioco, dopodiché viene svelata una “missione finale” che andrà risolta per vincere la partita.

Dovremo stare attenti al tracciato “morale dell’equipaggio”, che si abbassa ogni volta che la pedina di un giocatore entra in contatto con quella dell’ Alien, e che, se si azzera, causa la sconfitta immediata. Nel contempo, dovremo sfruttare al meglio i poteri dei nostri personaggi (ognuno ne ha uno diverso) e costruire gli oggetti più utili (dal rampino alla torcia, ognuno ha una sua diversa utilità). Gioco appassionante, in cui abbiamo sentito molto l’ambientazione e che ci ha regalato un finale al cardiopalma dove abbiamo mancato la vittoria per un soffio!

Davide a Lucca Comics and Games con la scatola del gioco "Alien"

Villainous (Ravensburger)

Un gioco in giro già da qualche anno, che finalmente siamo riusciti a provare. Si tratta sostanzialmente di un gioco di carte, in cui ogni giocatore interpreta un cattivo del mondo Disney, come Malefica o Capitan Uncino.

I giocatori dispongono di un mazzo di carte personaggio (ci sono alleati, oggetti, effetti, condizioni e maledizioni), un mazzo del destino, una plancetta e una pedina. Si parte con una mano di 4 carte personaggio. Al proprio turno, si muove la pedina su una delle 4 caselle della propria plancetta, si eseguono le azioni raffigurate e si ripesca fino ad averne di nuovo 4 carte. Ci sono 8 tipi di azione: Giocare una carta dalla mano sotto una delle 4 caselle della plancetta, Attivare una carta giocata, Obbligare un avversario a giocare una sua carta “Fato”, muovere una propria carta oggetto / alleato da una casella all’altra, o muovere una carta Eroe, Andare allo scontro con un eroe, Cambiare carte dalla mano, Prendere gettoni potere (necessari per calare carte o per attivarle).

Dettaglio della plancia giocatore, con i mazzi di carte e la pedina

Vince il giocatore che per primo soddisfa la condizione di vittoria del proprio “cattivo” (ogni cattivo ha una condizione di vittoria diversa dagli altri). Noi nella nostra partita abbiamo avuto un po’ di difficoltà con le regole, dato che ogni cattivo ha elementi di gioco e condizioni di vittoria diverse, e quindi ognuno si sforzava per lo più di capire cosa facesse il proprio personaggio, con l’effetto di un “solitario di gruppo” in cui aspettavi che ti tornasse il turno senza seguire bene quello che facevano gli altri sulla propria plancetta. Inoltre sono presenti elementi di attacchi diretti ad altri giocatori, con le carte fato, che possono non piacere a tutti. C’è da dire però che si tratta di un gioco che probabilmente necessita di più partite per poter capire se può essere o meno adatto a noi.

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