Piccoli mondi - giochi da tavolo
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Piccoli mondi

A casa c’è una libreria. Gli scaffali sono pieni di tascabili o di edizioni rilegate: gialli, drammi, commedie, polizieschi, umoristici. Romanzi e raccolte di racconti. Storie di ogni epoca e di ogni parte del mondo. Alcuni libri li ho letti, altri no.

Quando guardo quella libreria, vedo, affiancati uno accanto all’altro, tanti piccoli mondi.

Piccoli mondi - libri

Sono tutti là dentro, stretti uno accanto all’altro, vicini fisicamente, lontani per contenuti. A separare quei mondi, quasi ad evitare che l’uno confluisca nell’altro in una sorta di big bang della fantasia, le loro copertine: confini ultimi, invalicabili, tengono insieme in pochi centimetri di larghezza centinaia di personaggi e le loro storie.

Così in uno spazio largo un paio di dita, si può trovare un capitano che cerca ossessivamente di catturare una gigantesca balena bianca; appena più in là, un commissario siciliano che insieme alla sua piccola squadra cerca di risolvere il mistero dell’ennesima “ammazzatina”; e pochi centimetri dopo, la storia di un bambino che sale su un albero e decide di non toccare mai più terra.

Luoghi, personaggi, mondi racchiusi in piccoli spazi, pronti a manifestarsi fuori dalle pagine che li contengono, nelle nostre coscienze, non appena ci avviciniamo a uno di quei libri ed iniziamo a leggere.

Poi, in un altro scaffale, ci sono dvd e bluray: di nuovo, ogni film è una storia, un universo. Cambia il mezzo di fruizione, non cambia la sostanza: altri piccoli mondi da poter vivere, nello spazio di un paio d’ore.

Piccoli mondi - cinema

E poi, in un’altra libreria, su un altro scaffale, ci sono i giochi da tavolo. In maniera simile, ogni confezione racchiude un piccolo mondo, fatto di cavalieri che devono affrontare mille pericoli, di pirati in cerca di tesori, di eroi rinchiusi in un labirinto. Oppure vi troverete, di volta in volta, a costruire una città, ad assediare un castello, a difendere la vostra astronave da attacchi alieni.

Esattamente come un libro o un film, anche un gioco da tavolo è un piccolo mondo.

Piccoli mondi - giochi da tavolo

Qualcuno potrebbe obiettare: “Ma non è la stessa cosa! Un libro, un film è una cosa seria, può essere per bambini ma anche per grandi. Un gioco è sempre una cosa da bambini.”

Questo tipo di obiezione sottende però un concetto: che esiste un momento nella nostra crescita, in cui il gioco viene lasciato “indietro”. Sin da bambini leggiamo libri, guardiamo film, ascoltiamo musica, giochiamo ai giochi da tavolo. Ma ad un certo punto, mentre libri e film e musica vanno ancora bene, i giochi da tavolo no.  Si relega mentalmente il gioco da tavolo, ad una “cosa da bambini”, appunto.

E allora succede questo: che da adulti, da genitori, si finisce a giocare con i bambini solo per farli contenti, senza nemmeno sospettare che si può provare una forma di appagamento simile a quella che si prova leggendo un libro o guardando un film, con il vantaggio in più di farlo insieme ai propri figli, di divertirsi insieme a loro.

I giochi come piccoli mondi

Eppure un gioco è un piccolo mondo, come un libro, un film o un brano musicale. La soddisfazione, l’appagamento che proviamo nell’esplorare nuovi mondi, nel vivere altre vite per un tempo limitato, vale per i giochi da tavolo esattamente come per i libri o per i film. E, spesso, con un grado di coinvolgimento maggiore: perché in un gioco da tavolo, si è protagonisti della storia. A partire da una struttura, ossia le regole del gioco, ognuno ha dei margini di autonomia per cercare di raggiungere gli obiettivi che il gioco richiede, di superare le sfide proposte. E’ un po’ come leggere un libro, ma anche scriverne in parte la storia. O eseguire un pezzo musicale e crearne allo stesso tempo la musica, come in una Jam Session.

Forse è proprio la parola “gioco” che può spingere a ricondurre istintivamente il “gioco da tavolo” al mondo dell’infanzia. Eppure basta pensare che in lingua inglese per dire “giocare” si usa il termine “to play”, che però significa anche suonare (uno strumento musicale) o recitare (in un film, in un’opera teatrale). Similmente, il termine francese “Jouer”, o il tedesco “Spielen” hanno accezioni molteplici e possono significare sia giocare che recitare o suonare uno strumento.  Ecco, basta pensare questo per rendersi conto che Il “gioco” è qualcosa di associabile a molteplici attività dello spirito umano, senza distinzione fra infanzia o età adulta.

In conclusione, il “gioco da tavolo” può essere un’esperienza appagante per i bambini come per gli adulti, e ancor più per gli adulti e i bambini che, in famiglia, giocano insieme.

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